Mais Quarantino Bresciano

Lo scorso maggio abbiamo seminato nel campo sperimentale in localita’ “Cornola”, a Malonno, il mais varieta’ “Quarantino bresciano”, proveniente dalla pianura. Ci ha donato i semi Michela Capra, che è ricercatrice nell’ambito della cultura contadina locale e che abita in alta Valle Sabbia. I semi appartengono a una pannocchia del suo raccolto dell’autunno 2016 effettuato a Pertica Alta, a 950 metri di altitudine.

Michela ci racconta un po’ di storia e di tecniche colturali contadine di questo cultivar:

“In passato, prima dell’avvento dell’agricoltura industriale e meccanizzata, nella Bassa bresciana il Quarantino veniva solitamente seminato nello stesso terreno dove era stato mietuto il frumento, verso la fine di giugno. La produzione di Quarantino andava, quindi, ad integrare il raccolto di mais a ciclo di maturazione più lungo. Grazie ai tempi relativamente brevi di maturazione delle spighe, comunemente dette “pannocchie”, veniva seminato anche nei piccoli appezzamenti dei terreni di montagna ben esposti al sole. In questo caso, la semina avveniva a maggio e la raccolta tra la fine di settembre e la metà di ottobre.

Rispetto al mais a ciclo di maturazione più lungo, il Quarantino presenta spighe di più piccole dimensioni con grani di forma tondeggiante, da cui si ottiene un’ottima farina per far polenta, ricca di fibre, vitamine e sali minerali se consumata integrale. In passato, i contadini ne utilizzavano la pregiata granella anche per alimentare alcuni animali di bassa corte, come polli e tacchini.

La semina va effettuata su file distanti 70 cm l’una dall’altra, mentre la distanza dei chicchi su fila dev’essere di 30 cm. Quando le piantine sono alte circa mezzo metro, e’ bene rincalzarle per evitarne l’allettamento, soprattutto sui terreni scoscesi di montagna, e favorire la formazione della radici avventizie. Tra le file va effettuata anche la sarchiatura per migliorare la respirazione delle radici, distruggere le malerbe e aumentare la massa di terra attorno alla pianta. Nel corso della crescita della pianta va posta particolare attenzione ad eventuali parassiti, in particolare la piralide e la diabrotica. Personalmente, non effettuando alcun trattamento preventivo, preferisco estirpare le piante attaccate dalla piralide per evitare la proliferazione della malattia e la conseguente contaminazione di micotossine, nocive sia per la salute umana che per quella animale. La lotta biologica contro il parassita si puo’ effettuare con preparati a base di Bacillus thuringiensis. La diabrotica, la cui diffusione può arrecare gravi danni al raccolto, puo’ essere invece combattuta spruzzando insetticidi a base di piretro o di Bacillus thuringiensis (consentiti in agricoltura biologica); e’ molto importante effettuare la rotazione delle colture e non seminare in monosuccessione, per evitare la formazione di popolazioni larvali consistenti.

I tempi di maturazione dipendono dall’altitudine, dall’esposizione solare e dall’andamento climatico stagionale. A 1000 metri di altitudine, in territorio di Pertica Alta, nella stagione 2016 la fioritura e’ avvenuta dopo circa 70 giorni dalla semina e la maturazione della spiga a circa 70 giorni dalla fioritura.

Dopo la formazione della spiga, si potra’ constatare la consistenza lattiginosa delle cariossidi. Per la raccolta bisogna invece attendere che i chicchi abbiano assunto una consistenza cerosa.

Dopo la raccolta, effettuata manualmente staccando la spiga dal fusto della pianta, si procede alla scartocciatura (dial. Scarfoia’): si tolgono le brattee esterne della spiga, mentre con quelle interne si formano dei mazzetti che, legati insieme a gruppi di 3 o 4 spighe, verranno poi appesi sotto una tettoia meglio se esposta al sole e comunque caratterizzata da poca umidita’ e discreta aerazione.

Dopo qualche mese di essiccazione, quando le cariossidi hanno assunto una consistenza vitrea, e’ tempo di macinazione. Se si usano i mulini elettrici domestici con palmenti in conglomerato e’ bene effettuare due fasi di macinazione per evitare il surriscaldamento della farina: la prima, tesa a rompere i chicchi e a ridurli in granella, e la seconda per ridurli in farina. Regolando la distanza tra le due macine, e’ possibile determinare la consistenza del macinato con cui fare polenta, a seconda del proprio gusto. Personalmente preferisco la polenta di consistenza dura: visto che questo mais assorbe meno acqua rispetto a quelli in commercio, aggiungo meno acqua del solito e lascio cuocere per 40 minuti circa.

Per conservare la semente da utilizzare per la semina dell’anno successivo e’ bene privilegiare i chicchi delle pannocchie che maturano meglio e che crescono su piante madri sane e vigorose.

 

Le fotografie sono state scattate tra giugno e ottobre 2016 tra Pertica Alta e Bisenzio (fraz. di Lavenone), in alta Valle Sabbia.

2 thoughts on “Mais Quarantino Bresciano”

  1. Salve,
    Chiedo gentilmente informazioni a riguardo del mais quarantino e se possibile acquistare i semi per realizzare un ricordo di gioventù a una donna di 86 anni.
    DistintiSaluti
    Alessio Andreetta

    1. Buongiorno Alessio,
      chiedo scusa per il ritardo nella risposta ma abbiamo avuto dei problemi con il sito.
      La prova di cui parliamo nell’articolo purtroppo non e’ andata molto bene, le piante si sono ammalate ed il raccolto e’ stato scarso.
      Quest’anno il mais e’ piu’ bello, ancora qualche giorno e poi faremo la raccolta.
      Ci scriva direttamente alla nostra mail: info@bepetebam.com cosi’ ci mettiamo d’accordo.

      Grazie
      Cordiali saluti
      Matteo Calzaferri
      BèpeteBAM

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